mercoledì 15 luglio 2009

da LUNARIA


Come si spiega un'impostazione del genere, per presentare dei disegni? E' questa una produzione grafica che vive in "simbiosi" con differenti voci poetiche e da sempre in natura le forme simbiotiche si sviluppano per sopravvivere alle più tremende modificazioni, ai cataclismi più dirompenti. Sarà semplice infatti cogliere in quelle forme contorte e surreali una tensione di fondo, espressione della mia latente disillusione.
Riflettere, perciò, sul linguaggio poetico ha significato specchiarmi in occhi più limpidi che mi aiutassero a guardare meglio dentro, per scoprire contenuti profondi: gli umori più puri che sostengono l'anima, se pur essa ancora sopravvive fra le pieghe della coscienza. Unendo così i miei disegni, al sentire di "amici" come Giuseppe Ungaretti. Leonardo Sinisgalli. Dacia Maraini e Rossana Tinelli, il cui messaggio artistico ha oltrepassato facilmente i confini del tempo e dello spazio, rifuggendo da sterili graduatorie di merito, penso di aver delineato un mezzo espressivo che vive sull'immagine, ma non solo. Questa "entità simbiotica", infatti, si è modificata e poi concretata per dar voce ai miei ricordi, ai miei sogni, per individuare delle assonanze culturali, ma anche l'angoscia che sostanzia la nostra vita, condizione che io traduco in forme ironiche e grottesche, forse, per prendermi gioco di un destino a volte assurdo.
Tracciato sulla carta il segno istintuale,quasi fosse un diverso modello di scrittura, ho ricercato quella poesia che meglio avrebbe palesato le pulsioni
sotterranee, che l'immagine, per quanto esplicita non può spiegare.
I rimandi dal segno al testo e viceversa,diventavano cosi una nuova possibilità
per esprimere ciò che spesso non riusciamo a dire compiutamente; mi
rendevo conto che questo percorso creativo speculare riusciva ad infrangere
il muro dei silenzi e mi indicava le strade invisibili che uniscono modi lontani.
Angelo Palumbo


GUARDEREMO INSIEME
NELLE PIEGHE DELLE NOSTRE
ANIME
RIGIRATE NEL VORTICE DEL
TEMPO
E IL SUONO DELLE PAROLE
NON AVRA' PIU' SENSO


Rossana Tinelli

LE CARTE DEL PRIMITIVO: COPPE











Aglianica Wine Festival - Le Carte del Primitivo - Melfi-Scuderie del castello- 5/7 - 09 - 2008






IL CIRCOLO CULTURALE "LA SCALETTA" RISPONDE ALLE DICHIARAZIONI DI PIO ACITO(LEGAMBIENTE)

A.P.

Sabato 11 luglio, "Legambiente" ha protestato contro il revamping della "Italcementi". Il vice presidente di "Legambiente" Basilicata, l'arch. Pio Acito, ha rilasciato alcune dichiarazioni sul Circolo La Scaletta che ci impongono di intervenire per offrire i necessari chiarimenti. "La Scaletta non dice niente", ha affermato Acito, alludendo ai danni che la Cementeria provoca al nostro territorio.Noi ribadiamo che quello che avevamo da dire lo abbiamo detto negli anni '70 quando ci opponemmo alla localizzazione sulla murgia di quell'impianto, attirandoci l'ira addirittura della Democrazia Cristiana e del Partito Comunista di allora che sostennero l'iniziativa, ribadendo che Matera aveva bisogno di posti di lavoro.



Ora la Cementeria esiste e, non avendo l'autorità di raderla al suolo, auspichiamo un dialogo tra Italcementi e le varie istituzioni territoriali per cercare di limitare al massimo il danno per l'ambiente e la salute pubblica, utilizzando gli strumenti più idonei che noi non siamo in grado di valutare dal punto di vista tecnico. Per questo abbiamo fiducia più in un tavolo di concertazione costruttiva che in una protesta fine a se stessa, pur avendo il massimo rispetto delle opinioni espresse da altre organizzazioni.

Per quanto riguarda la questione che, secondo Acito, "Italcementi ha pagato la pulitura davanti alla chiesa della Vaglia passando attraverso La Scaletta 100.000,00 euro", poiché è stata sollecitata una conferma da parte del Presidente della Scaletta, Nicola Rizzi", è necessario offrire la giusta informazione, perché in questo caso il vice presidente di "Legambiente" ha utilizzato una fonte poco attendibile.

In data 24 ottobre 2007, infatti, il Circolo La Scaletta ha inviato al Comune di Matera un progetto e una convenzione relativi alla riqualificazione dell'area circostante la chiesa rupestre di S. MARIA della VALLE a Matera, la cui spesa, compresa la manutenzione per i cinque anni di durata della convenzione, era a carico di Italcementi, mentre La Scaletta si assumeva il compito di custode dei luoghi.

A tutt'oggi il Comune di Matera non ha risposto a tale richiesta e il progetto è ancora depositato presso l'Ufficio Sassi.

La Scaletta, pertanto, non ha mai ricevuto alcuna somma da parte di Italcementi, perché la sua azione è tutta rivolta al recupero e alla valorizzazione dei luoghi monumentali della città di Matera e del suo territorio e se per questo trova alleati per una fattiva collaborazione per il conseguimento di tale obiettivo, è ben contenta che ciò avvenga per essere stata ancora una volta utile alla città e ai suoi cittadini.




Circolo Culturale La Scaletta
Via Sette Dolori, 10
Rioni Sassi
75100 Matera

http://www.lascaletta.net/




LICEO ARTISTICO "C. LEVI" - A.S.04/05: 2 LUGLIO LA BRUNA,IL CARRO...I CAVALIERI (sponsor Datacontact)

Manifesto della Festa della Bruna 2005
realizzato dal Liceo Artistico "Carlo Levi"







Paolo De Santoli (Art Director) - Angelo Palumbo (contributi) -
Marco Fabiano (autore dell'opera)

LA CAVALCATA DELLA BRUNA - A.Palumbo



Il presidente della festa patronale, ha coinvolto il Liceo Artistico nella progettazione del manifesto celebrativo. I ragazzi sono andati oltre: hanno realizzato delle sculture in cartapesta e materiali di riciclo sui "Cavalieri della Bruna", interpretando in modo fresco e ironico una delle icone della festa. In tal modo il "Carlo Levi" consegue uno dei suoi prioritari obiettivi: aprirsi al territorio, dialogare con la cultura del luogo aggiornandola, anzi reinventandola. In questo modo i nostri allievi non solo si riappropriano del loro passato, ma capiscono che la radice storica può e deve essere trasformata: la tradizione di un popolo non è elemento statico, ma si pone come fenomeno in continuo cambiamento.
Partendo da questo presupposto si deduce come sia forte l'esigenza di non essere assenti dal dibattito culturale che coinvolge l'immagine e i valori della città.
In vent'anni di presenza il Liceo ha preparato intere generazioni all'educazione visiva. Fra gli allievi diplomati si annoverano talenti che si sono imposti in diversi settori; molti di loro, però,hanno dovuto trovare altrove una collocazione professionale. Oggi è possibile invertire tale tendenza, se sapremo bene indirizzare i nostri giovani verso quelle occupazioni che un tempo erano viste quasi con disprezzo e che invece possono essere valida opportunità di lavoro: mi riferisco al settore dell’arte applicata e dell’artigianato artistico.
In un periodo come quésto, di crisi dei grandi comparti industriali, è sicuramente strategico favorire una cultura dell’impresa individuale che, nello specifico, sappia coniugare creatività e valori storici. Matera è patrimonio mondiale dell’Unesco e questo dato non riveste solo valenze di tipo culturale; può divenire molla efficace di nuova occupazione per soddisfare le esigenze di un turismo culturale che pretende produzioni artigianali di alto profilo. L'operazione che la scuola vuole sostenere è anche quella di rivitalizzare le antiche tecniche della tradizione; la lavorazione della cartapesta e ancora il tufo, la terracotta, t'intarsio ligneo ibridati ai nuovi materiali. In ogni caso è importante che si affermi l'idea di un "DUE LUGLIO TUTTO L'ANNO” sia per il nostro territorio sia per i nostri giovani che, dopo un attento lavoro dr preparazione intraprenderanno
la strada dell'arte applicata. Questa risulterà vincente se saranno pronti a cogliere la sfida di un lavoro affascinante come può essere quello dell’artigianato artistico, il cui raggio d'azione non,può essere limitato alte attività e ai mercati locali, ma deve essere pronto a confrontarsi con produzioni diversificate che vadano a veicolare i nostri simboli culturali e religiosi anche all’estero.


Antonio Lavalle
Dirigente scolastico Liceo Artistico Statale “Carlo Levi” - Matera




http://www.liceoartisticomatera.it/

"Uomo Nuovo - pro veritate" - alla Maddalena dal 15 al 30 luglio 2009



Matera 16 – 02 - 2006


Prima di iniziare la proiezione, vorrei brevemente ripercorrere le tappe di un lavoro nato da un’esigenza di chiarezza, durato più di due anni e che ha stimolato la mia coscienza civica di operatore culturale.

Il crollo delle torri gemelle ha frantumato in me l’illusione di vivere in un mondo sicuro…non toccato dalle miserie della guerra, della fame….un mondo con dei problemi, ma che, in fin dei conti, era il migliore dei mondi possibile….per me, per i miei figli.
Quando quelle torri sono crollate, è crollata l’ idea di realtà che avevo…quando ho visto planare dall’ottantesimo piano esili figure di uomini, di donne… ho capito la fragilità del nostro benessere.
Il mondo dorato che i media ci impongono, franava in un mare di polvere densa ….ha appannato i miei sensi per giorni.
Mi sentivo come un pugile che barcolla prima di crollare al tappeto.
Aprire la Bibbia per me non è un gesto scontato ma in quei giorni quelle parole antiche, quella melodia verbale mi ha aiutato a riprendere fiato…a reagire.
Dovevo capire che stava succedendo, perché le distanze con l’islam si erano così profondamente ampliate.
Dove potevo attingere delle notizie ?.. avevo sete di molte notizie, che i grandi fratelli delle tv e dei giornali non ci vogliono dare….perchè tutto deve essere politically correct…. Ecco perché ho scoperto il mondo del web (che definisco luogo delle verità contemporanee) dove ho attinto i materiali che vi vado a presentare
Tanti problemi si sono affollati nella mia mente(moltiplicati dal gran numero di informazioni digitali): guerre dimenticate, più sanguinose di quelle preventive, carestie sconosciute, eccidi impuniti, terre devastate ….tutto si rincorreva vorticosamente…poi gradualmente ho iniziato a vedere in modo più limpido.
Ho capito che esiste una stretta relazione di causa ed effetto in ogni azione umana….però a quel punto, ho cercato di evidenziare le situazioni di rischio più gravi…e il terrorismo, da cui era partita la mia analisi, diveniva un fatto secondario…Altri erano i temi da considerare(inquinamento, fame, povertà) che spesso ci sfuggono addormentati come siamo in falsi sogni da soap opera sdolcinate.
L’Uomo Nuovo di cui parlo è metafora di un’umanità che non si accorge di essere in grave pericolo, come gli ebrei dei lager, che ad un passo dalla morte, erano ancora convinti di vivere semplicemente un incubo e che presto tutto si sarebbe accomodato.
Michele Saponaro ha suggerito un sottotitolo calzante: Pro Veritate… è questo l’obiettivo primario del mio lavoro:
svelare la cruda realtà che spesso o evitiamo di conoscere o peggio ci impediscono di apprendere.
Se sfidare l’orrore di alcune immagini può aiutare a capire quello che ci accade intorno, spesso a nostra insaputa, per trovare delle risposte alternative, ben venga ..l’orrore.
Le immagini di deformità e malattie contenute in questo percorso sono pietose realtà che sono nulla in confronto agli scenari apocalittici che, in questi giorni, il libro(La vendetta di Gaia) di un famoso scienziato inglese, James Lovelock, ci prospetta:
il genere umano sarebbe destinato a scomparire, nell’arco di pochi decenni, a causa di un’imminente glaciazione, favorita da un dissennato sfruttamento delle risorse.

Come dicevo, vedrete delle immagini molto dure che sono poi filtrate da messaggi testuali, brani sacri e laici, antichi e moderni insieme, che sembrano aver prefigurato le realtà che viviamo, e che, in un certo senso, aiutano a riappropriarci di quei dolori che sono anche nostri.(per inciso ritengo che la lettura privata di questo lavoro sia quella ottimale, perché si ha più tempo per metabolizzare la relazione tra immagine e parola.
I tempi di lettura sono volutamente lenti e complessi, contrapposti alla veloce superficialità che caratterizza la normale comunicazione quotidiana).

Le finalità di questo reportage mirano ad una presa di coscienza profonda, su temi che potrebbero cambiare i nostri attuali standard di vita (non considerando colori politici o ideologici, perché si tratta la trasversalità dell’esistenza dell’uomo sulla terra)

Un macrotema emerge:
i cambiamenti climatici, visti come bomba ecologica a tempo, innescata dall’antropizzazione selvaggia dell’uomo, vengono analizzati e sviscerati in molteplici declinazioni, tutte caratterizzate da una costante:
l’azione sconsiderata dell’uomo su altri uomini e sulla natura in genere(con particolare attenzione al ruolo della cultura occidentale, intesa come dominante).

Il percorso ha un preciso taglio temporale(che è anche emotivo) perchè ho preso in considerazione il 1945, percepito come anno emblematico, da cui si determinerà una consistente accelerazione di azioni distruttive sul mondo, riconducibile alla nascita dell’era atomica.
La costante iconografica del lavoro, poi, è il “diverso”, il “malato”, marcando però una netta distinzione:
la prima sezione dell’ipertesto è dedicata ad un film del 1932: FREAKS ( mostri ) di Tod Browning.
Questo è assunto a metafora della nostra società perché, prendendo in considerazione, come punto di partenza del ragionamento, le deformità “congenite”(cioè quelle casistiche cliniche non prodotte dall’uomo, bensì dalla natura) si può considerare l’esistenza di due diversi modelli di civiltà:
più rispettoso dei ritmi naturali quello che storicamente vedo concludersi con il 1945, sempre più distruttivo e invasivo il secondo….quello in cui oggi viviamo.
Il film, che ha come protagonisti veri fenomeni da baraccone, circuiti e ingannati dai reali “mostri” della storia ( una coppia di amanti dalle perfette fattezze fisiche ) evidenzia, inoltre,il tema dell’emarginazione del diverso, operato dal nostro mondo che esalta, invece, illusori modelli estetici. E’ un dato certo che per la nostra società(dal mondo classico in poi) il concetto di bello corrisponda all’idea di buono, ma ormai si tratta, spesso, di forme svuotate dei valori originari, infatti, dietro piacevoli fisionomie può nascondersi il male se non peggio il nulla (ogni riferimento ai modelli televisivi dei nostri giovani è puramente casuale ).
L’invito, quindi, è di superare il disgusto per il deforme, per comprendere la realtà nella sua globalità…per non farci ingannare dalle apparenze.
Le rimanenti sezioni dell’opera sono, poi, una carrellata ora cruda, ora ironica di quelle trasformazioni che l’uomo ha inflitto scientificamente ad altri uomini e al territorio, determinando la genesi di un Uomo Nuovo….un uomo “snaturato” che, inoltre, ha smarrito il suo ruolo etico.

E’ una lettura pessimistica del mondo?

No è un tentativo, sicuramente utopistico(ma sono in molti a credere che la storia può essere mossa dalle utopie) per attivare un’inversione di tendenza negli “uomini di buona volontà”, affinché si corra ai ripari…non aspettando che la situazione degeneri ulteriormente o determini fenomeni irreversibili come alcuni, già, teorizzano.

E’ solo un’utopia un mondo di pace che sappia ridistribuire equamente le risorse nel rispetto della natura?
Questa è la domanda che vi voglio rivolgere stasera.

Angelo Palumbo


LA MAFIA LAVORA BENE

Lettori fissi

Le regine dei tarocchi - 2004

La Collana Bianca si colora - 2005

Terra Violata

Fossili Futuri - Matera 2007 - (foto Alfredo Biscardi da "Deserto Etico")

Deserto Etico - Matera 2007 - (foto Francesco Pentasuglia)

da "Uomo Nuovo - pro veritate"

UOMO NUOVO - pro veritate (consigliato per un pubblico adulto)

Informazioni personali

La mia foto
nasce il 21-07-1962 a Matera. Laureato in Lettere moderne con indirizzo storico artistico - ex restauratore di opere d’arte – docente di Storia dell’Arte nellle Scuole Medie Superiori. Ha partecipato, dai primi degli anni 80, a mostre personali e collettive. Ha collaborato con la rivista Frigidaire. Ha ricoperto la presidenza del Consorzio di artigianato artistico “Altobello Persio” di Matera. Ha pubblicato testi di grafica unita a testi poetici. Ha preso parte alla pubblicazione della ricerca “Dal Tardogotico al Rinascimento in Basilicata”, Collana Zetema, ed. La Bautta, firmando il saggio: “Presenze venete in Basilicata”. Studio Via Gattini n.35 - 75100 Matera - tel 0835 – 330679 - cell. 349-7132676 homepage: http://www.equilibriarte.org/eqmember/1026

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