martedì 14 luglio 2009

LE CARTE DEL PRIMITIVO


Le carte del “Primitivo”
Angelo Palumbo


Questo nome :”Primitivo” è parte dei miei ricordi di bambino quando, partecipando ad incontri conviviali con mio padre, ci capitava di raggiungere un “ciddaro” nei Sassi o meglio, una sperduta masseria. Qui antichi contadini, tra un pezzo di agnello alla brace e taralli al finocchio, si adoperavano per offrire ad artisti assetati il loro bene più prezioso: la brocca del “Primitivo”.
Era una parola che mi incuteva timore reverenziale:…percepivo confusamente la sapienza di un mondo che stava scomparendo, concentrarsi in quel siero nero e pastoso… la sua forza generatrice fatta di sole e di piedi rossi nel tino, sapeva ancora raccontarmi la religiosa ritualità del lavoro contadino…il suo senso magico del fare nel mondo.

Quella parola oggi, dopo quarant’anni, mi affascina ancora…mi parla di quel popolo…della fatica della mia gente che da sempre ha vissuto in salita…abituata alla sconfitta.

E’ una parola che mi riporta alle cantine scavate nel tufo dei Sassi…ad un tempo lontano della memoria:…i vitigni fatti arrivare dalla Grecia…e ancora più indietro…penso alla nostra origine trogloditica…primitiva appunto che è ancora parte di noi…e si risveglia quando guardiamo l’altopiano carsico e brullo della Murgia.

Questi pensieri…queste emozioni erano in me quando nel 2006 ho iniziato a lavorare ad un progetto, in controtendenza rispetto alla mia attuale ricerca artistica, per la realizzazione di carte da gioco ispirate alla nostra cultura del vino…cultura cancellata nell’800 in seguito ad una disastrosa proliferazione di peronospora che distrusse totalmente quella produzione a Matera.

Mi interessava esaltare la forza rigeneratrice del mosto che rivitalizzata dalla sapiente mano dei nostri viticoltori uniti in consorzio, oggi rinasce e diventa DOC.

Le immagini che presento sono un omaggio alla mia terra, condensano passato e futuro …parlano di ieri ma sono un inno a ciò che si è fatto in questi anni e ancora si farà domani…rielabora, come dicevo prima, il mito di una sconfitta latente che ci spinge, però, sempre a combattere.
Non poteva mancare il riferimento alla “Festa della Bruna”:…i cavalieri…le luminarie…il rapporto tra il sentire religioso e il fondo pagano che permea il D.N.A. delle nostre feste patronali. Questo atavico dualismo si sposa perfettamente alla simbologia del vino:…via di iniziazione ai rituali dionisiaci…sangue di Cristo.

Un percorso, quindi, di rilettura delle mie radici, stimolato dal fluire del rosso primitivo nelle mie vene…nei vicoli dei Sassi di una volta…ma a guidare la mia mano, oltre all’innato amore per il disegno, è stato il ricordo di una persona a me cara sia dal punto di vista umano che artistico…: “Ginetto” Guerricchio.
Il suo “Mercante della Murgia” è certamente un punto di riferimento e non a caso questa mia produzione, che oggi accostiamo agli spazi evocativi dello storico castello di Melfi, risente fortemente di quella lezione di semplicità e attenzione ai simboli della nostra cultura, che, spesso, sottovalutiamo o, peggio ancora, eliminiamo dal nostro alfabeto.

E allora per finire…alziamo i bicchieri…brindiamo con un “Primitivo” a Ginetto, alla nostra terra e a coloro che la sapranno…gustare !





Nessun commento:

Posta un commento

Lettori fissi

Le regine dei tarocchi - 2004

La Collana Bianca si colora - 2005

Terra Violata

Fossili Futuri - Matera 2007 - (foto Alfredo Biscardi da "Deserto Etico")

Deserto Etico - Matera 2007 - (foto Francesco Pentasuglia)

da "Uomo Nuovo - pro veritate"

UOMO NUOVO - pro veritate (consigliato per un pubblico adulto)

Informazioni personali

La mia foto
nasce il 21-07-1962 a Matera. Laureato in Lettere moderne con indirizzo storico artistico - ex restauratore di opere d’arte – docente di Storia dell’Arte nellle Scuole Medie Superiori. Ha partecipato, dai primi degli anni 80, a mostre personali e collettive. Ha collaborato con la rivista Frigidaire. Ha ricoperto la presidenza del Consorzio di artigianato artistico “Altobello Persio” di Matera. Ha pubblicato testi di grafica unita a testi poetici. Ha preso parte alla pubblicazione della ricerca “Dal Tardogotico al Rinascimento in Basilicata”, Collana Zetema, ed. La Bautta, firmando il saggio: “Presenze venete in Basilicata”. Studio Via Gattini n.35 - 75100 Matera - tel 0835 – 330679 - cell. 349-7132676 homepage: http://www.equilibriarte.org/eqmember/1026

TRANSLATE